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Trasporto moto d'epoca e storiche: cosa serve sapere

Una Guzzi del 1972 non si carica come uno scooter da pendolare. Vernici originali, cromature che non si ristampano, guarnizioni secche, un valore che il libretto non racconta. Eppure le moto storiche viaggiano continuamente: un acquisto a un'asta o da un collezionista a 800 chilometri, un restauro da portare in officina specializzata, una mostra, un'eredità da riunire in un garage solo. Il trasporto di una moto d'epoca non richiede un servizio esotico: richiede un mezzo giusto, mani abituate e qualche accortezza in più sulla carta. Vediamole tutte, partendo da una distinzione che quasi nessuno spiega e che per il trasporto conta parecchio.

Moto d'epoca fissata al telaio con cinghie dentro il furgone chiuso FAST

Moto d'epoca o moto storica? La differenza conta anche per il trasporto

Nel linguaggio comune "d'epoca" e "storica" si usano come sinonimi. Per il Codice della Strada no (art. 60, verificato a luglio 2026), e la differenza ha una conseguenza pratica diretta.

La moto di interesse storico e collezionistico, quella che tutti chiamano "storica", è costruita da almeno 20 anni ed è iscritta a uno dei registri riconosciuti dalla legge: per le moto, in pratica, il Registro Storico FMI o l'ASI. Con l'iscrizione arriva il Certificato di Rilevanza Storica (CRS), che attesta data di costruzione e caratteristiche originali. Una moto storica resta immatricolata e targata: circola su strada come qualsiasi altra. L'iscrizione al Registro FMI, per la cronaca, oggi si fa interamente online tramite il portale MyFMI.

La moto d'epoca in senso tecnico è un'altra cosa: un mezzo radiato dal PRA, destinato a collezioni o musei, iscritto in un apposito registro del Dipartimento per i Trasporti. Non circola liberamente su strada: può muoversi solo in occasione di manifestazioni autorizzate.

Ed ecco la conseguenza pratica. Una moto d'epoca radiata non arriva a destinazione con le sue ruote, perché su strada non ci può stare: se cambia garage, città o proprietario, deve viaggiare caricata su un mezzo. Per la storica targata l'obbligo non c'è, ma il ragionamento di ogni collezionista è lo stesso: 700 chilometri di autostrada su una moto di cinquant'anni sono usura, rischio meteo e rischio incidente su un pezzo che di listino non ha nulla. In entrambi i casi la risposta è il furgone.

Furgone chiuso, e dedicato solo alle moto

"Trasporto moto d'epoca furgone chiuso" è una delle ricerche più frequenti di chi ha una storica da spostare, e il motivo è ovvio: nessuno mette una moto restaurata su un carrello scoperto sotto la pioggia, con il pietrisco dell'autostrada che arriva addosso a 110 all'ora.

I nostri furgoni sono chiusi e dedicati esclusivamente alle moto, dal 2018. Vuol dire due cose. La prima: dentro non c'è merce di altro tipo, niente bancali accanto al serbatoio, niente carichi che si spostano in frenata. La seconda: l'allestimento è pensato per le due ruote, con punti di ancoraggio e cinghie specifiche che lavorano sulle parti strutturali, non su carene e manubri. La moto viaggia in piedi, fissata, senza gravare su componenti che su un mezzo di decenni fa sono spesso originali e delicati.

A questo si aggiungono il GPS su ogni furgone e il deposito videosorvegliato per le soste. Per una moto che vale quanto un'utilitaria, o molto di più, sapere dov'è in ogni momento non è un dettaglio.

Come si prepara una storica al viaggio

La preparazione è la stessa di ogni trasporto fatto bene, con un paio di attenzioni in più tipiche delle moto anziane.

  • - Via gli accessori removibili. Navigatore, borse, bauletto e parabrezza scendono prima del carico. Al loro posto restano il cupolino e, quando non si possono togliere, gli specchietti.

  • - La moto deve essere rotolabile. Non serve che parta: un restauro fermo da dieci anni si ritira senza problemi, purché le ruote girino e si riesca a spingerla. Se non rotola, ad esempio per freni bloccati, va detto prima: si valuta insieme un trasporto dedicato. Vale anche per gomme a terra o cavalletti incerti: segnalarlo in fase di preventivo evita sorprese al ritiro.

  • - L'appuntamento è confermato per iscritto. Il ritiro si fissa via WhatsApp con 48 ore di preavviso, indicando giorno e fascia oraria; poi, a 30 minuti dall'arrivo, la chiamata dell'autista. Utile quando la moto sta in un garage fuori casa o da un meccanico.

Sui documenti, la regola è semplice: al momento del carico va mostrato il libretto di circolazione, e una fotocopia basta. Nient'altro, di norma nemmeno la delega. Il caso a parte è la moto d'epoca radiata dal PRA, che il libretto non lo ha più. Lì il documento di riferimento è l'estratto cronologico del PRA: il certificato che ACI rilascia anche per i veicoli radiati, con tutta la storia del mezzo, dai passaggi di proprietà alla radiazione (verificato a luglio 2026 su fonti ACI e ministeriali). Se la moto l'hai acquistata dopo la radiazione, a quello si affianca l'atto di vendita, anche in forma di scrittura privata. Al ritiro basta una copia: segnala il caso in fase di preventivo, così il documento da presentare si definisce prima e l'autista arriva sapendo cosa aspettarsi.

Assicurazione: cosa copre davvero, senza giri di parole

Qui una moto storica merita un discorso onesto. La vettoriale prevista dalla legge c'è su ogni viaggio, e il suo massimale segue una logica sola: il peso del mezzo, 1 euro al chilo. Su una moto moderna il conto è quello che è; su una storica da collezione, il peso non c'entra nulla col valore, e il massimale a peso lo dice chiaramente.

Per questo esiste la All Risk: €50 IVA compresa, e si fa carico dei danni estetici, i soli che un viaggio in furgone possa realisticamente provocare. Su una d'epoca il danno estetico è esattamente ciò che toglie valore, un graffio su una vernice originale non si "ritocca", quindi è la copertura che a una storica serve davvero.

E per i pezzi da collezione che valgono più dei €30.000 coperti dall'All Risk? Si fa lo stesso, con soluzioni dedicate costruite sul singolo mezzo: segnala il valore della moto in fase di preventivo e la copertura si concorda prima del ritiro, cucita su quel pezzo.

Tempi, prezzi e come si prenota

Le moto storiche viaggiano insieme alle moderne, sugli stessi giri settimanali che coprono tutta Italia, Sicilia e Sardegna comprese: col servizio standard, dal ritiro alla consegna passano al massimo 7-10 giorni lavorativi, con soluzioni urgenti in 24/48 ore quando serve, per esempio per una scadenza d'asta o una mostra.

Sul continente il listino apre da €99 + IVA quando le date restano flessibili; con date fisse la partenza è €119. La Sicilia va da €169 nella formula a date flessibili e da €199 quando le date sono fisse, traghetto sempre nel prezzo: la moto arriva a domicilio, non resta al porto. Sardegna: quotazione costruita sulla singola tratta.

Si salda prima che il furgone arrivi: ricevuto il pagamento, il trasporto è fissato, e in automatico ti viene inviato il codice per seguire il viaggio su tracking.fastautotrasporti.it. Se la storica l'hai appena comprata a distanza, da un'asta, un annuncio o un collezionista, la trafila completa dall'accordo alla consegna è nella guida alla moto comprata online. E se il tuo progetto di restauro non è nemmeno rotolabile, il punto di partenza è la guida al trasporto di moto non marcianti.

Domande frequenti

Una moto radiata dal PRA si può trasportare?

Sì, ed è il caso in cui il trasporto su furgone non è una scelta ma l'unica strada: una moto d'epoca radiata non può circolare liberamente, quindi ogni trasferimento tra garage, collezioni, musei o dopo una compravendita deve avvenire su un mezzo. La moto viaggia ancorata dentro il furgone chiuso, esattamente come una targata. Al posto del libretto, che una radiata non ha più, al ritiro si presenta l'estratto cronologico del PRA, il certificato ACI che documenta la storia del mezzo radiazione compresa, e per gli acquisti successivi alla radiazione l'atto di vendita. Segnala il caso quando chiedi il preventivo, così si definisce tutto prima.

Serve l'iscrizione al Registro FMI o all'ASI per spedire la moto?

No. L'iscrizione ai registri storici serve al proprietario per lo status di veicolo di interesse storico, con ciò che ne consegue su bollo e assicurazione di circolazione: al trasporto non serve. Per far viaggiare la moto basta il libretto, anche in copia, e la moto in condizioni rotolabili. Registro Storico FMI e ASI restano comunque un buon investimento per chi colleziona: il Certificato di Rilevanza Storica documenta originalità e data di costruzione, ed è la base di ogni valutazione seria del mezzo, trasporti compresi.

La moto è ferma da anni e non parte: la ritirate?

Sì, purché sia rotolabile: le ruote devono girare e la moto si deve poter spingere a mano. È la situazione tipica dei restauri, delle eredità e dei ritrovamenti da garage, e non cambia nulla nel servizio: stesso furgone chiuso, stesso ancoraggio, stessi tempi. Se invece la moto non rotola, per esempio per freni grippati o una ruota bloccata, va comunicato prima del preventivo: in quel caso si organizza insieme un trasporto dedicato con le attrezzature adatte. La regola d'oro è una sola: descrivere lo stato reale della moto, senza ottimismi.

Come viene protetta una moto di grande valore durante il viaggio?

Con il mezzo, il metodo e la copertura. Il mezzo: furgone chiuso, dedicato solo alle moto, con GPS e deposito videosorvegliato nelle soste. Il metodo: ancoraggio su punti strutturali con cinghie specifiche, mai su carene o parti verniciate, e nessuna merce estranea a bordo. La copertura: vettoriale inclusa per legge e All Risk opzionale a €50 IVA inclusa sui danni estetici, quelli che su una storica pesano davvero. Per pezzi di valore particolarmente alto, parlane in fase di preventivo: si concorda il livello di tutela prima del ritiro, non dopo.